sabato 31 marzo 2012

Two in better than one!

Per un amatore standard/evoluto (4/5 allenamenti a settimana), la pratica di due sport, entrambi di endurance (ciclismo e corsa di fondo) può determinare un miglioramento delle performance superiore a quello raggiungibile specializzandosi in una sola discliplina?
La risposta che mi sento di dare è: probabilmente si.
Facciamo degli esempi
Affrontare al massimo delle proprio possibilità una salita pedalabile (7%-8%) che richiede un impegno in soglia di quasi 1h è innanzitutto estremamente allenamente per il sistema cardiovascolare e secondariamente utile anche al potenziamento muscolare generale degli arti inferiori. Pedalare inoltre, (ed è questo un grosso vantaggio) non è traumatico per tendini e muscoli così il giorno dopo una seduta impegnativa di ciclismo in salita si è pronti ad affrontare qualsiasi allenamento podistico, mentre sfido chiunque a fare il giorno dopo una gara di 10km (impegno cardiaco simile ad una salita di 1h in soglia) delle ripetute brevi.
Attenzione però, un allenamento in bicicletta può diventare facilmente deallenante! Pedalare 2/3 ore a ritmo blando, in particolare in pianura, equivale a fare meno di una corsa rigenerante. E' chiaro che se non si è obesi tale seduta è inutile ai fini podistici.
Quali sono i limiti dell'allenamento in bicicletta?
Pedalare a lungo "spegne" una prerogativa fondamentale per correre forte: l'elasticità generale e la priocettività dei piedi, per questo è fondamentale dedicare minimo 1 seduta settimanale eclusivamente a tecnica di corsa e rapidità.
Con soli 4 allenamenti settimanali 2 in bici (entrambi in salita mantenendo frequenze di soglia per almeno 40')e 2 di corsa (tecnica e ripetute preferibilmente brevi) si può già mantenere la condizione podistica acquisita anche se si è atleti evoluti (ci si allena da almeno 1 anno 4/5 volte a settimana).
E' chiaro che arrivando a 6 allenamenti totali (3+3) non si può che migliorare.
Il discorso che ho fatto per ora mi sembra meno valido al contrario (correre non migliora anche l'efficenza in bicicletta).

Negli ultimi 10 giorni ho corso davvero pochissimo (35km) nonostante ciò, in particolare il giorno successivo alle due sedute ciclistiche di 50' in soglia in salita mi sono ritrovato estremamente efficiente (battiti molto molto bassi e gambe leggere). In particolare questa sera riuscivo a correre sfruttando il motore aerobico (<182bpm) ben sotto i 4'/km !

Un' ultima riflessione che rigiro anche ai lettori.. Quale sport a livello amatoriale è più faticoso, il ciclismo o il podismo?
La mia impressione è che sia nettamente più impegnativo il ciclismo. Affrontare una granfondo con 4/5 passi di montagna significa stare per ore in soglia! Un podista per fare qualcosa del genere dovrebbe fare 4/5 ripetute da 10.000m a ritmo mezza seppur con un recupero ampio (anche 20'/30', l'equivalente per il ciclista al tempo necessario per affrontare la discesa dal GPM).

7 commenti:

  1. Molto difficile dare una risposta definitiva, troppi i fattori in gioco.
    Sicuramente i due sport dal punto di vista aerobico e della "fatica" vanno molto d'accordo, il problema piuttosto è dal lato muscolare e dell'abitudine al gesto: fare tanta bici fa sviluppare muscoli che nella corsa non servono granché, anzi spesso diventano un handicap. Ovviamente vale anche il contrario: immaginati un top runner da 2h05' in maratona farsi una tappa di 200 km con vari GPM...

    Per quanto riguarda la "fatica", anche qui dipende dai punti di vista e da cosa si prende in considerazione...
    1) tempo: sicuramente ti serve molto più tempo per allenarti in bici rispetto alla corsa (rapporto 1 a 3?), ovviamente l'intensità è minore;
    2) consumi: a parità di tempo, si consuma di più in corsa che in bici;
    3) intensità (anche in gara): nella corsa si è sempre "a palla" e non ci sono momenti "morti" dove ci si può far trasportare dalla bici (anche per pochi secondi). Però una gara di bici dura molto di più. In corsa non si può mangiare, ma semplicemente alimentarsi con gel o liquidi;
    4) traumatismi: la corsa è nettamente più traumatica per tutto l'apparato locomotore (muscoli, tendini, ossa, legamenti... ogni passo è un atterraggio!), la bici solo per i muscoli... a meno di cadute!

    Concluderei dicendo che secondo me la maratona batte la singola gara ciclistica (i top riescono a correre per oltre 2 ore al 92% della fc massima, ovviamente la media per una gara ciclistica di 6 ore è nettamente inferiore). Nessuno è in grado di farsi 2 maratone in 2 giorni al proprio top.
    Se invece prendiamo in considerazione le grandi corse a tappe, beh lì il discorso è diverso e ovviamente fa pendere l'ago della bilancia dalla parte della bici...

    Direi quindi pareggio, considerando la durata diversa dell'uscita a piedi e in bici...

    RispondiElimina
  2. Grazie per l'intervento Gianmarco. Condivido ciò che dici riguardo la maratona, però c'è secondo me una netta differenza tra l'amatore (e in questo post il target è questo) ed il professionista. Per un professionista correre la maratona è uno sforzo titanico (come dici riesce appunto a correrla tutta in soglia) mentre per l'amatore il discorso è molto diverso. Pizzolato (che ha corso sia da professionista che da amatore) scrive: l'amatore scherza con gli amici per 25km e poi entra improvvisamente in crisi, il top runner soffre dal primo all'ultimo chilometro ma è allenato a farlo. Trovare uno sforzo simile nel ciclismo è obiettivamente difficile, ma sono situazioni che in gara possono anche realizzarsi (lunghissime fughe, cronometro molto lunghe, salite come lo stelvio affrontate a tutta).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah da questo punto di vista è vero, però pensa anche al giorno post-maratona di chi la affronta senza adeguato allenamento... paura!!!

      Elimina
  3. Ho corricchiato molto poco in bici ma mi è comunque capitato di fare qualche giro sopra ai 100 km.
    A mio avviso la corsa è decisamente più faticosa della bici.
    Se prendiamo le tra pendenze (Piano, salita e discesa), tutte e tre percorribili sia da ciclisti che da podisti, credo non ci siano dubbi nel rilevare che in due casi su tre correre a piedi sia più faticoso che farlo sopra ad una bicicletta.
    Inoltre, e questa è la differenza secondo me più elevata, nella bicicletta ci sono varie situazioni in cui si può dare respiro all'organismo mentre nella corsa, salvo mettersi al passo, il riposo in azione è pressapoco impossibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo secondo me è il punto fondamentale, in corsa (a meno che non ti fermi), anche "rallentare" non sarà mai riposante come prendersi qualche secondo (ma anche molti di più!) semplicemente seduto in bici lasciandoto trasportare... poi più il tempo passa, più il traumatismo da rimbalzo aumenta...
      L'unico confronto valido secondo me è tra una prova individuale a cronometro in bici da (per esempio) 40' e altrettanti minuti di corsa...

      Elimina
  4. Io ritengo che la corsa sia più impegnativa, dal resto in bici si sta seduti... :-D (scherzo). Ogni sport portato ai massimi livelli è impegnativo, impossibile fare un paragone ci sono troppe variabili in gioco.

    RispondiElimina