lunedì 11 agosto 2014

Il mio primo vero trail

La voglia di partecipare ad un vero trail lungo ed impegnativo la covavo ormai da tempo.. Nonostante le mie attività quest'anno siano spaziate dagli 800m in pista alle corse in montagna ed ancora al ciclismo, non fa parte della mia filosofia partecipare ad una competizione con l'obiettivo del finisher (finire la gara con qualsiasi tempo), così nell'ultimo mese ho iniziato ad incrementare il chilometraggio delle singole uscite (ma non quello totale, sempre molto ridotto) così come i dislivelli totali.
Superato il piccolo malanno della scorsa settimana ho ripreso ad allenarmi domenica con una corsa collinare di 20km. Sensazioni non ottimali dopo la febbre di Venerdì, seppur strada facendo abbia ritrovato una buona azione di corsa.
Lunedì sono ritornato a lavoro per un turno h24.
Martedì sono uscito con Marco (un amico che l'anno scorso correva ai miei ritmi, ora fermo causa problemi alle gambe) per un su e giù dal montello. Quest'anno ho pedalato molto più del solito e la differenza si vede tutta.. L'uscita è per me molto tranquilla nonostante le asperità della strada e mi concedo solo un paio di sparate per testare la gamba.
Per le statistiche segno un buon pb sulla salita degli alpini salendo per 1km ai 17km/h (vam di circa 1400m/h).
Mercoledì, vista la bellissima giornata di sole, ho raggiunto in auto il passo Croce Daune (1020m slm) per allenarmi sul sentiero che conduce al Rifugio Dal Piaz (1980m slm) nel cuore delle alpi feltrine.. L'uscita è stata molto bella ma la gamba non girava e ho fatto più fatica del solito.
Nel pomeriggio ho effettuato una seduta di potenziamento molto intensa (2 serie da 100 squat a corpo libero, addominali, flessioni) ed infine dei 400m in progressione con ampi recuperi per sciogliere la gambe e trovare la giusta falcata (tempi da 1'25" a 1'12").
Giovedì nuovo turno h24 nel quale trovo il tempo per pianificare un bel week-end con Chiara in modo da coniugare vacanza e corsa.
Decidiamo di partire al mio rientro per le 5 terre e passare li il venerdì sera e la giornata di sabato per poi trasferirci in serata sull'appennino tosco emiliano, nei pressi del passo del cerreto.
Domenica parteciperò al mio primo vero trail, una corsa totalmente fuoristrada sui sentieri di montagna del monte Ventasso per uno sviluppo complessivo di 26km e circa 1500m di dislivello positivo (alla fine risulteranno 1700)
Si profila una gara molto lunga ed impegnativa ma sopratutto un impegno di almeno 3 ore. Una vera prova di endurance per me che non ho mai superato le due ore di corsa, e che solo una volta mi sono spinto oltre la mezza maratona (ndr Marcialonga 2013)
Il venerdì ed il sabato scorrono piacevoli tra una gita in barca ed un bagno, sabato sera ci trasferiamo a Cerreto Laghi per passare la notte pregara.
Ceno in maniera abbondante, mi studio l'altimetria, preparo borraccia e zuccheri (porterò con me unicamente due bustine udi miele) e vado a dormire con i pensieri già proiettati al giorno successivo.
Alle 6:40 suona la sveglia, colazione veloce (in cui non rinuncio al cornetto!) e si parte in direzione Ventasso Laghi.
Il trail del Fojonico è una gara giovane, quest'anno giunta alla sua terza edizione, ma il parter di partcipanti è di tutto rispetto vista anche l'accoppiata con il vertical del Sabato pomeriggio che ha spinto qualcuno a fare il bis.
La mattinata è totalmente soleggiata e non troppo fresca il che lascia presagire che ci sarà da soffrire il caldo nella parte finale di gara.
Dopo aver superato un paio di paesini che sembrano dimenticati dal tempo, raggiungiamo la zona di partenza dove ritiro il pettorale e predo le misure con un nuovo modo di intendere la corsa: il trail. Zainetti, bastoncini, un orgia di materiale tecnico e tanto folklore. Alla partenza siamo oltre 200, pochi sceglieranno di gareggiare sulla 8km la maggior parte correranno i temibili 26.
Quando alle 9 e 30 scatta la gara decido di partire a metà gruppone per non lasciarmi trascinare dal ritmo. Ho riposato 3 giorni prima della gara ma ho ancora dei postumi del potenziamento di mercoledì pomeriggio.
Nei primi minuti, complice anche la partenza senza riscaldamento (ho pensato che la gara fosse già abbastanza lunga!) mi sento un pò duro e faccio fatica a trovare una corsa fluida seppur appena inizino le prime rampe recuperi le prime posizioni.
Costeggiamo il lago di calamone e per qualche centinaio di metri corriamo in piano.. Saranno gli ultimi metri piatti di una gara che presto ci riserverà mille insidie.
Superato il lago si svolta a sinistra ed è qui che inizia la salita che ci condurrà in poco meno di 1km dai 1400m di quota ai 1727 m della croce in cima al monte ventasso.
Manca ancora tantissimo ed evito di imprimere un ritmo troppo elevato ma nonostante ciò inizio a recuperare diverse posizioni nel primo tratto di salita nel bosco. Ai 1500m di quota la vegetazione diventa più rada e poco dopo sparisce totalmente lasciando libera la vista sulla cima della montagna e la ripida salita che ivi conduce.
In questa fase mi lascio un pò prendere dall'agonismo e aumento il ritmo coprendo gli ultimi 150m di dislivello ad una vam (velocità ascensionale media) di circa 1300m/h. Effetto diversi sorpassi e scollino con la prima donna, tale Mustat Lara.
In cima soffia un vento molto forte e la vista è eccezionale a 360°.
Corriamo in cresta per qualche centinaio di metri poi appena inizia la discesa capisco che sarà selettiva tanto quanto la salita.. Mi sfilano subito 2-3 atleti che scendono giù a velocità doppia e nonostante cerchi di dare il meglio non riesco a tenere il loro ritmo.
Nella tecnica discesa che ci riporta ai 1500m di quota perdo una manciata di posizioni rischiando più di una volta un bel capitombolo. Corro con la borraccia in mano e ciò mi priva del migliore equilibrio di corsa, fondamentale su sentieri così ripidi e pietrosi.
La prendo con filosofia e continuo la mia corsa cercando di riservare più energie possibili.
Dopo 8km transitiamo dalla zona dell'arrivo dove si conclude la gara breve. E' qui che chi correrà i 26km si può guardare finalmente in faccia e prendere le giuste misure.
Subito dopo il traguardo svoltiamo a sinistra e risaliamo su una ripida pista da sci. In poco più di 500metri guadagnamo 150m di quota.
In questo tratto avverto ottime sensazioni alternando la corsa nei tratti con pendenze attorno al 20% alla camminata svelta sulle rampe più ripide che superano il 30%. Recupero 4-5 posizioni e riaggancio la prima donna guadagando 140m di quota in 6' (vam 1400).
Non avverto quella spiacevole sensazione di acido lattico nelle gambe così l'azione rimane efficente nonostante le asperità del terreno.
La fase di recupero si interrompe appena si ritorna a scendere, ancora una volta su un sentiero davvero tecnico. Poco da fare, non so scendere ai ritmi di questi ragazzi e subisco nuovamente diverse rimonte. Dopo 12km la discesa termina e trovo il tempo per assumere la prima bustina di miele ed idratarmi a dovere. Sarà fondamentale bere ed alimentarsi per arrivare alla fine.
La strada per qualche km è scorrevole e nonostante sui sentieri il fango sia pesantissimo si risce a correre ed a prendere il ritmo. Sfrutto le doti di scorrevolezza e rientro su chi mi aveva superato in discesa per poi allontanarmi. E' trascorsa 1h30' e i primi interrogativi sulla tenuta alla distanza si fanno vivi nella mia mente, ma è proprio in questa fase che noto di avere una marcia in più degli atleti nelle mie vicinanze, in particolare in salita.
Raggiungo la prima donna (fresca di un ottimo 43' al vertical del giorno precedente!) e allungo effettuando su una ripida rampa un doppio sorpasso.
Assumo altri zuccheri e sulla salita asflatata e corribile che conduce al terzo "gpm" di giornata trovo davvero buone sensazioni che mi permettono di raggiungere un altro atleta e allungare ulteriormente.
Prendo entusiasmo e nonostante la fatica inizi a farsi sentire decido di rischiare anche in discesa (questa volta meno tecnica) così nel tratto successivo raggiungo altri 3 runner staccandoli poco dopo sulle successive rampe.
Al ristoro mi comunicano di essere 14° è l'entusiasmo è a mille. Credevo di crollare alla distanza, invece sto venendo fuori chilometro dopo chilometro. L'idillio però dura poco perchè dopo un ulteriore soprasso ad un bivio seguo chi mi precede (il 12°) e sbagliamo strada.. Proseguiamo per ducento metri (per di più in salita) poi non vedendo più indicazioni ci fermiamo.. C'è una strada che sale e mi sembra di vedere qualcuno in cima. Sarei tentato di proseguire per quella direzione, ma a garmin stoppato decidiamo di tornare sui nostri passi per trovare qualche indizio.. Appena torniamo giù la sorpresa è servita! Transita la prima donna e a ruota altri atleti che proseguono dritti!.
Mi innervosisisco non poco perchè avevo investito preziose energie negli ultimi chilometri ma non mi perdo d'animo, anzi trovo la cattiveria giusta per tentare di recuperare quanto perso.. Recupero nuovamente 3-4 posizioni ma mi rendo conto che sto spendendo troppo e l'ultima lunga salita potrebbe essere insormontabile (ben 500D+ in 3km)..
Appena iniziano le prime rampe mi accorgo che le energie sono a lumicino, non riesco più a far fatica, ad arrivare ad avere il fiatone, così subisco i primi sorpassi di atleti sicuramente molto più preparati alle lunghe distanze.
Tengo duro, la velocità ascensionale ora è enormemente più bassa rispetto alla prima parte della gara (non arrivo ai 1000m/h) e cammino anche su pendenze inferiori al 20%. Tra l'altro è mezzogiorno, la vegetazione è rada e fa davvero caldo.
Penso di salvare la pellaccia e non tento nemmeno di reagire al sorpasso della Mustat, e di altri due atleti.
Quando scollino prendo coscienza che ormai è fatta, ma i primi metri di ripida discesa mi riportano con i piedi per terra.. Le gambe bruciano e rischio di cadere in più occasioni.
Sento le voci dello speaker al traguardo e appena termina la pista da sci trovo le forze per un arrivo in bello stile.
Concludo in 3h04'37" in diciassettesima posizione (su 173 al traguardo) PDF: 20140810-fojonco-soloarrivo.pdf. Che fatica nel finale ma anche quanta soddisfazione!
Nel dopo gara ho reali difficoltà a camminare per il dolore alle gambe ed i tendini. Il rammarico per la manciata di minuti persi al bivio (avrei potuto giocarmela per l'11° posizione) svanisce ben presto lasciando spazio nei miei pensieri a sensazioni totalmente positive.
3 ore di corsa mi sono letteralmente volate, tra una salita una discesa un panorama che si apre e le continue prove di abilità in discesa. Uno spettacolo!
Dal punto di vista tecnico sono molto soddisfatto della prestazione, con un autonomia maggiore e imparando a scendere anche sui sentieri tecnici il margine di miglioramento è consistente.. Il feeling con il trail c'è e ci sarà da divertirsi! Andrea

venerdì 1 agosto 2014

Tra ciclismo e corsa

Quest'estate sto pedalando molto più del solito tanto che il numero di attività in sella e di corsa bene o male si equivalgono. In questo periodo non ho particolari ambizioni nelle gare di corsa su strada e per quanto mi serve per la corsa in montagna il ciclismo non rappresenta un problema, anzi..
Inoltre prende sempre più consistenza la possibilità di partecipare a qualche duathlon prossimamente (17 Agosto Ostuni?)
E' indubbio però che in pianura non ho una corsa agile ed economica come lo scorso anno quando i chilometri così come il numero di allenamenti a piedi erano nettamente superiori.
Martedì dopo la sparata dell'ultimo km in salita del giorno prima (1km con pendenza media dell'11% corso poco sotto i 5'20") non ero brillantissimo, sentivo ancora l'acido lattico nelle gambe, ma non ho rinunciato ad allenarmi in bicicletta.
Dopo la mattinata al poligono (sveglia come sempre oscena..) nel pomeriggio è venuta fuori una seduta piuttosto impegnativa, con 5 salite ed oltre 800metri di dislivello.
Buon ritmo in salita, al rallentatore in discesa (causa asfalto bagnato), interessante il fatto di aver registrato le migliori vam (quasi 1300) sulla quinta asperità di giornata segno che la gamba dopo il giusto rodaggio ha progressivamente ritrovato un minimo di brillantezza.
Al termine dell'attività ho lavorato qualche minuto sullo sfitness dei piedi (3 serie da 100 molleggi sui polpacci).. E' importante tenere "svegli" i piedi se si pedala tanto..
Mercoledì mi è toccato un altro turno h24 a lavoro, che ha determinato probabilmente il cedimento fisico per cui oggi me ne sto sul divano piuttosto che allenarmi sui sentieri del montello.. Ma di questo ne parleremo più avanti.. torniamo a ieri
Rientrato dalla notte in servizio ho dedicato la mattina a fare un pò di manutenzione alla mia bicicletta ed a quella di Dino, visto che nel pomeriggio voleva che lo accompagnassi a tutti i costi a Pianezze (salita di 11km al 7,5% medio circa)..
Avevo necessità anche di correre così ho organizzato un "combinato" corsa-bici per non trascurare troppo l'attività a piedi (solo 11km da domenica a mercoledì)..
Sono partito ad un'andatura molto tranquilla per poi inserire nel tratto centrale dell'uscità di complessivi 9km un breve fartlek 1'30"/1' con i seguenti ritmi (3'33"-5'13"-3'30"-4'52"-3'18"-4'53"-3'28"-4'45"-3'22") per complessivi 3km a 3'50". Sensazioni discrete, anche se mi manca come vi dicevo un pò di fluidità nell'azione di corsa.
Al termine il cambio corsa/bici è velocissimo e con dino a ruota parto alla volta di Valdobbiadene.
Per simulare un impegno in una gara di duathlon mi metto subito a tirare in testa e per circa 15' riesco a tenere un' andatura di 35-36km su una strada che tende tutta leggermente a salire e con un pò di vento contrario.
A differenza di martedì avverto davvero ottime sensazioni tant'è che il ritmo è così alto che dino fa fatica a restare a ruota nonostante sfrutti la scia.
Dopo una ventina di minuti rifiato un pò nei pressi del ponte di Vidor prima di una sparata a tutta su uno strappetto di 500 metri (al 5% circa) nei pressi di Bigolino. Ingaggio una "sfida" con un mezzo agricolo superandolo ai 35km/km.. Forse è la migliore giornata di sempre da quando pedalo, tant'è che anche il contadino in cima mi fa un cenno con il pollice verso su e mi borbotta qualcosa di incomprensibile in dialetto veneto probabilmente in segno di compiacimento.
Dopo una mezz'ora arriviamo a Valdobbiadene ed è qui che comincia la salita di Pianezze..
Decido di effettuare un lavoro di forza (sfr) salendo con il 50 ad una cedenza molto bassa..
Dino come al solito merita il mio applauso (è tornato ad allenarsi da poco) ma sale ad un ritmo blando attorno ai dieci all'ora e per inserire un ulteriore stimolo allenante visto che la gamba oggi è al top, effettuo delle accelerazioni di 1'30" molto più forti per poi invertire la marcia e tornare a salire con lui..
Nelle variazioni salgo su a 18-20 km/h, un ritmo davvero forsennato (i pro fanno tutta la salita a questo ritmo), ma insolitamente più gestibile oggi.
Arriviamo ad 800metri di quota poi la fitta nebbia ci suggerisce di rientrare e così faremo..
Una volta a casa avverto subito disturbi intestinali ed una certa rigidità muscolare nonchè indolenzimento.. Non ci faccio troppo caso ma mi sento realmente troppo stanco.. c'è qualcosa che non va.. E' difatti questa mattina mi sono svegliato con qualche decimo di febbre (non mi accadeva dal Novembre 2012), e le ripetute le sto facendo verso il bagno :-(
A quanto pare non sto più riuscendo a conciliare l'eccessivo stress a lavoro e gli allenamenti.. Vediamo come evolverà, ma il week-end sportivo è a forte rischio.
Se salterà, Domenica prossima vorrei correre l'Alpago Sky Super 3, prima di due settimane di ferie nel salento (giusto per far intendere maturate con i soli straordinari di questo devastante mese di Luglio!)
Vi lascio con i numeri di questo mese :
Corsa 160km (4654D+)
Ciclismo 400km (8157D+)
A presto Andrea

lunedì 28 luglio 2014

Passi in avanti in salita

Domenica al rientro dalla nottata di guardia ho sentito il peso di tutta la stanchezza accumulata nei giorni precedenti cosicchè ho riposato. La giornata è proseguita con un pranzetto in un' osteria sul montello ed una serata tranquilla..
Oggi dopo un breve blitz a lavoro (fortunatamente solo un paio d'ore) mi sono allenato nel pomeriggio assieme a Dino, fratello di mia moglie ed amico da una vita. Ha iniziato la preparazione precampionato così ogni tanto si aggrega per correre assieme qualche tratto dei miei allenamenti o un fondo tranquillo.
Atmosfera prettamente autunnale sul montello con pioggia ed a tratti foschia densa. Il percorso è lo stesso affrontato mercoledì scorso con Andrea, questa volta visti i ritmi molto più blandi cercherò di impararlo per bene in modo da prendere confidenza con i vari sentieri.
Dino tiene duro e merita tutta la mia incitazione mentre viaggiamo circa 1'/km più lenti rispetto ai tempi della scorsa settimana. Ad un tratto scorgiamo un capriolo che alla nostra vista fugge subito!
Dopo 1 ora e poco meno di 11km ben ondulati accompagno dino all'auto e decido di concludere l'allenamento con un sparata su una salita che lo scorso anno utilizzavo come test per verificare i progressi.
Il miglior tempo lo segnai nel magico mese di maggio (mese del pb sui 10mila, dei 7km a 3'28" e del 3000 un pelo sopra i 10').. Insomma ero in formissima e magro come non mai (quasi 4km meno di adesso) ma svolgevo una preparazione nel complesso meno specifica per la salita..

Mi fermo pochi secondo vicino l'auto bevo un sorso e parto sin da subito aggressivo. La strada sale ripida e dritta come una spada con pendenze sempre comprese tra il 10% ed il 15%. E' dura far velocità ma le gambe rispondono bene e non avverto sensazioni di acido troppo disagevoli.
Tengo duro fino alla fine e appena spiana (si fa per dire) un attimo sotto l'8% rilancio sotto i 4'/km e termino in 5'18"..
Sinceramente non ricordavo il miglior tempo segnato lo scorso anno così una volta a casa sono dovuto andato a rivedere gli archivi. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal risultato: nel 2013 mi ero fermato a 5'41", riuscendo quindi a limare nella prova di oggi ben 23".
Il nuovo limite sull'ascesa (1km 108D+) è quindi di 5'18" (Vam 1225m/h)..
E pensare che chi va fortissimo in montagna tiene questi ritmi per alcuni chilometri! Mi ritengo comunque molto soddisfatto dei miglioramenti che saranno da mettere in gioco nelle prossime durissime gare in montagna. Ci sarà da divertirsi!

domenica 27 luglio 2014

Resistenza!

Altre due settimane e saranno finalmente ancora ferie.. Da buon lottatore sto stringendo i denti per portare avanti tutto ciò che mi sta a cuore (affetti, casa, impegni, allenamenti) ma la pressione del lavoro è ormai quasi insopportabile ed è difficile essere efficiente su tutti i fronti.
Dopo la bellissima corsa di Mercoledì, Giovedì ho per la prima volta effettuato un lavoro specifico in bici da corsa utile all'incremento della potenza di pedalata.
In gergo chiamate SFR (soglia, forza, resistenza) rappresentano un mezzo di allenamento piuttosto utilizzato nel mondo del ciclismo e si effettuano essenzialmente pedalando con rapporti pesanti e cadenze molto basse lungo salite con pendenze non troppo accentuate.
Ho affrontato in questa maniera la dorsale del montello da biadene e la presa XV nord, registrando tempi piuttosto vicini ai miei personali. Ottimo considerando che salire con il 50 su tratti al 10% è tutt'altro che vantaggioso dal punto di vista prestativo.
Al termine del giretto ho provato invece uno strappo di 700 metri (ma con ben 90m di dislivello ed una pendenza media del 13%) a tutta, utilizzando i rapporti classici. Partito molto forte, a metà ho iniziato a sentire l'acido che mi ha costretto a rallentare un pò l'azione. Sono arrivato su in 3'20" realizzando un Vam prossima ai 1600m/h, valore in assoluto più elevato che registro su una salita che non sia un "cavalcavia" (tra l'altro strava mi colloca 5° su 91 tempi). Per chi non ne mastica, i migliori professionisti riescono a tenere VAM di 1600/1700 m/h su salite di 10 e più chilometri, in pratica andando a tutta potrei rimanerci attaccato per non più di 3 minuti. Poco direte voi.. Invece è tanto se rapportiamo il tutto alla corsa pensando di tenere il ritmo 10000 m di Bekele (2'36"/km) per 3 minuti (dove si firma??)
Giovedì pomeriggio ho avvertito un pò di stanchezza, forse più che psicologica che fisica alla luce del fatto che davanti mi si prospettava una due giorni da paura.
Venerdì una scorta a Pisa (in orario 05:00 - 19:00), Sabato su domenica un servizio h24 (10:00-10:00)..
Venerdì lavoro a parte è stata una giornata molto pesante, abbiamo assistito in prima linea ad un incidente in autostrada ed ivi abbiamo prestato i primi soccorsi a due ragazzi coinvolti.. Quando sei il primo ad avvicinarti ad un auto ridotta com'era quella renault temi sempre il peggio, stringi lo stomaco e trattieni per un attimo il respiro sperando bene.. Fortunatamente non erano in pericolo di vita
Venerdì sera al rientro a casa ero piuttosto provato, così non mi sono allenato e alle dieci ero già a letto per godermi finalmente una dormita da persona normale (8 ore??)
L'idea per il mattino successivo era che se mi fossi svegliato autonomamente prima delle 7 e 30 mi sarei allenato, altrimenti no anche perchè alle 10 avrei attaccato a lavoro.
Ovviamente alle 7 e 30 ero in piedi, bello rintontito ma deciso ad uscire in strada per una corsa seppur la vocina "chi te lo fa fare??" riecheggiasse nelle mia mente.
Mangio due biscotti un sorso di caffè e sono sul pezzo in modalità "zombie".. Per i primi minuti mi trascino a ritmi da jogger poi decido di spezzare il fiato con una bella salita (circa 1km con pendenze medie superiori al 10% e punte del 18%). Salgo bene attorno ai 6'/km e senza quella brutta sensazione di "acido" che solo un mesetto fa era la regola su pendenze del genere.
Arrivo su, e godo della vista delle prealpi avvolte in parte dalla foschia, in uno scenario più autunnale che estivo. Il ritmo ritorna blando e la discesa la affronto al piccolo trotto, poi una volta tornato in piano provo una progressione finale per ridare brillantezza ad una corsa che in questo periodo è sicuramente possente ma poco fluida.
3'48"-3'45"-3'30" (gli ultimi 600 metri in leggera discesa) con buone sensazioni organiche (fatica solo moderata) ma un azione di corsa un pò macchinosa.
Poco male a quest'ora del mattino e con gli allenamenti finalizzati alla corsa in montagna di questo periodo..
Alle 10 sono a lavoro e ancora li mi trovo attualmente.
Sono le tre del mattino, fuori scende la pioggia. Tutt'attorno silenzio, solo i tocchetti della testiera e riempirlo. Se il tempo sarà così brutto come oggi non credo che mi avventurò alla 6 rifugi, in tal senso attendo novità positive..
Buonanotte!

mercoledì 23 luglio 2014

Lungo Collinare sul Montello

Dopo l'impegnativa gara di domenica conclusa con buone sensazioni non ho avuto tanto tempo per rifiatare. Lunedì altro turno h24 a lavoro, ed altra notte insonne..
E' un periodo un pò così, chi è in ferie se la gode, chi è già andato o deve ancora andarci lavora per tre!
Ieri ero particolarmente stanco ma ho deciso di accompagnare Dino in una passeggiata in bicicletta.. Nonostante la stanchezza sentivo le gambe molto brillanti in salita, anche se salivamo a ritmi molto blandi per il mio attuale stato di forma. L'ho incitato a non mollare e fino alla sua foratura è venuto fuori un bell'allenamento. Poi sono state risate ed anche grasse.. Ma vi risparmio cosa sia accaduto..
L'appuntamento importante per me era questa mattina, da buon matto ed amante delle sfide, avevo preso accordi con un atleta conosciuto da poco solo virtualmente che negli ultimi anni sta facendo grandi cose nel mondo del trail e dell'ultra.. Tra l'altro è anche ex biker di livello nazionale e maratoneta da 2h32'. Praticamente un mostro
Gli ho proposto un uscita assieme sul montello per testare la mia tenuta su terreni duri, sulle salite e su distanze fino a poco fa inusuali..
Dopo un'altra notte molto scomoda (ci sono i suoceri a casa e mi son sacrificato sul divano letto) di buon ora ho fatto colazione e mi son presentato all' appuntamento "al buio".
Dopo le presentazioni si parte subito a buon ritmo.. anzi si parte a bomba!
Dopo 5' maledico me stesso per l'idea avuta anche perchè l'allenamento odierno dovrebbe essere molto lungo..
In realtà le gambe sono fresche ed il ritmo è più che buono, è lui che va forte! Minuto dopo minuto trovo comunque il ritmo e non perdo terreno. Guadagniamo subito circa 200m di quota percorrendo una ripida mulattiera. Il ritmo su pendenze leggermente superiori al 10% si mantiene attorno ai 6'/km tant'è che saliamo a circa 1100m/h di Vam.
Terminata la prima salita comincia un "mangia e bevi" dove mi sento bene e cerco di tenere botta al ritmo impresso da Andrea. In ogni strappetto si rilancia l'azione, in discesa si recupera poco sempre sotto i 3'30".. Dopo un chilometro di ripida discesa la strada riprende a salire ed in questa fase sono un pò in difficoltà, il ritmo è davvero elevato, il terreno pesante. Sopratutto non conosco il percorso è non posso andare troppo fuorigiri per non rimanere sulle gambe qualora dovessimo affrontare dei "muri".
Dopo 50' scolliniamo la seconda asperità e finalmente si rifiata (ops rifiato!)un pò. Scambio due chiacchiere con Andrea per cercare di scoprire i suoi segreti.. La risposta che mi do è talento+allenamento duro e costante.
La successiva discesa seppur poco pendente mi aiuta a recuperare correndo a ritmi tra 3'40" e 3'50", poi riprende la salita a strappetti e nonostante sia sulle gambe da quasi 1h10' in questa fase trovo un ottima gamba spingendo sempre sotto i 5'/km anche su pendenze accentuate (ma tratti relativamente brevi).
Dopo 1h15' di bellissima corsa nel bosco propongo ad Andrea di rientrare (lui continuerebbe per le 2 ore!).. Due ore a questa intensità attualmente sono davvero troppe per me..
Rientriamo così su asfalto per gli ultimi 2 km tutti in leggera salita che ci separano dalle auto.. Andrea rilancia e si allontana un pò, io inizio a far tanta fatica ma sto correndo sotto i 4'/km su un tratto che sale in maniera continua (15 metri per chilometro circa)..
Non posso rimproverarmi nulla, nelle ultime centinaia di metri mi riavvicino, concludendo le fatiche in 1h26'. Nel complesso percorriamo 19,6km in 1h26'14" ad un ritmo medio di 4'24". Il tutto con un buon dislivello di 470 metri.
Davvero un gran bell'allenamento e passione per il trail, la salita e le lunghe distanze che sta aumentando sempre di più.. Sono abbastanza sorpreso della tenuta che è già discreta nonostante i volumi ridottissimi degli ultimi mesi.
Se tutto va bene correrò la 6 Rifugi facendo un pensierino anche alla mezza di Scorzè (il 9) visti gli ultimi positivi riscontri

domenica 20 luglio 2014

41^ Marcia tra le colline ed i castagni

Giovedì proprio dopo aver scritto l'ultimo post, ho ricevuto un invito per un "fondino" serale assieme al "gruppo di quelli buoni".. (Paolo proprio ieri è arrivato 6° ai campionati italiani sui 5mila)..
In mattinata avevo spinto molto forte in bicicletta ed a pomeriggio ho fatto tanta fatica. Solo nel finale ho ritrovato la giusta falcata portando a casa quasi 10km a 4'20" o poco più.
Venerdì ero in servizio per le classiche 24h .. E' stata una montata devastante tra caldo, zanzare e gestione dei tempi. Ho chiuso occhio per un oretta e mezza al più, davvero tosta la nottata!
Rientrato a casa pronti via e siam partiti per Lignano per trascorrere la giornata con amici. Abbiamo trascorso forse 5 ore sul bagnasciuga tra una partita a beach ed un pò di palleggi!
Rientrati a casa son crollato (dopo 48h in piedi!) ma non ho riposato più di tanto .. la sveglia è suonata impietosa alle 7, in programma la partecipazione alla 41^ Marcia tra le colline ed i castagni a Tarzo.
Ho in mente di allungare le distanze ed i dislivelli in previsione della probabile partecipazione ad una classicissima dell'estate dolomitica: la sei rifugi.
Raggiungiamo Tarzo in 4, io mia moglie suo fratello e la rispettiva compagna. Le due donne cammineranno sulla 12, Dino correrà la dodici in preparazione alla stagione calcistica, io mi misurerò sulla diciotto.
Vuoi per la lunghezza e le difficoltà del percorso, vuoi per il caldo davvero intenso (già alle 9 del mattino quasi 30° e sole a palla) decido di prendermela con calma. Ad Aprile del 2013 ero in formissima, ma i 21km della Due Rocche di Cornuda (gara solo poco più impegnativa di quella odierna) mi mandarono in crisi totale tanto che chiusi quella prova in quasi 2 ore e mezzo ad oltre 6'30" di media al km.
E' passato oltre un anno, non sarò più veloce di allora ma ho due gambe più forti e la preparazione attuale mi sta facendo crescere tanto muscolarmente il che è un grande vantaggio su questi terreni. Le salite non mi fanno paura e nonostante due occhiaie (queste si da paura) sono pronto.
A Tarzo siamo in tantissimi (sono convinto ben più di 2000), davanti i soliti volti noti (Signorotto, Da Riz, Fantasia.. e tanti altri ancora). Come vi dicevo parto in tutta calma e mi godo i primi chilometri assieme a Dino... Ogni tanto è bello correre a ritmi tranquilli per godere del paesaggio, e dei colori e dei suoni del bosco.
Dopo tre chilometri ci salutiamo visto che il suo allenamento è attualmente scarso e dopo il bivio 12/18 inizio a prendere i primi riferimenti visivi con gli atleti davanti. Non mi importa nulla dell'agonismo oggi e me la passeggio fino al 5° km a ritmi tra 4' e 4'20" superando ondulazioni ancora abbastanza banali
Al 5° inizia la salita tra i vigneti su un terreno argilloso.
Si alternano rampe molto ripide (anche oltre il 20%) a brevi tratti più facili.. insomma si sale a "gradoni" e ad un ritmo piuttosto irregolare..
Sento le gambe molto pimpanti, e anche nei tratti più ripidi l'acido è solo un lontano ricordo, cosicchè mantenendo sempre un impegno ragionevole supero 4/5 corridori che "saltano".
L'incedere è regolare, fa davvero caldo ma ho portato con me una borraccia piena d'acqua e mi bagno e bevo spesso.
Sarà provvidenziale!
Raggiungiamo la cima della prima asperità di giornata posta a circa 400m di altitudine (eravamo partiti da poco meno di 200) e tutto procede come previsto. Il fiatone pauroso di domenica scorsa è solo un ricordo, corro al di qua della zona rossa con un buon confort e controllo dell'azione.
Mi prendo la discesa che seguirà (l'unico tratto davvero corribile di tutta la gara) con discreta calma segnando l'unico parziale sotto i 4'/km (3'41"). E' proprio un questo tratto che uno dei tanti camminatori mi lancia una "undicesimo". Cavolo mi dico, sto andando abbastanza forte.
Non mi scompongo ma davanti in discesa ne vedo tre e appena inizia la seconda salita in poche centinaia di metri li raggiungo e li supero. Anche la seconda asperità la si affronta a "gradoni", in un susseguirsi di tratti ripidi (uno di quali completamente esposto al sole) ed altri più facili.
Fa caldo e la fatica inizia a farsi un pò sentire (non sarò a tutta ma non vado over 15km da mesi, ancor peggio 18 collinari sono un "mezzo azzardo"..)così continuo ad idratarmi con cura e gestire con parsimonia le forze residue. Continuo a sentirmi davvero in palla in salita così raggiungo anche il settimo (un atleta della mercurius) che non regge più la corsa sulle pendenze accentuate ma che ci sta a farsi superare e rilancia appena la strada lo permette.
A me interessa molto poco della posizione così non assecondo i suoi cambi di ritmo. Raggiungiamo il secondo "gpm" di giornata a 450m di quota e ci lanciamo ancora una volta in discesa. Questa volta si tratta di un single track assolutamente impervio e poco corribile dove non lascio andare le gambe e non rischio più di tanto.
Dopo il 14° km riprende l'asfalto e mi rilascio sfilare dell'atleta in maglia arancione.. Ho finito l'acqua e fa davvero caldo, inizio a desiderare sempre di più in traguardo. L'azione è sempre buona così anche nelle successive due salite (entrambe con 50m di dislivello) continuo a correre anche con un discreto passo.
Questa gara è veramente dura (non sbaglierò ad equipararla quasi ad una due Rocche) , la pianura è davvero inesistente e le salite onnipresenti. In salita raggiungo ancora una volta maglietta arancione ma sempre senza "agonismo", tant'è che lui riallungherà nel finale. Anche l'ultimo chilometro nasconde un' insidia con ancora un tratto di ripida salita nel bosco di 2 o 300 metri.
Concludo i 18km in 1h32'50" in ottava posizione.
Al termine sono un pò disidratato e oltre un litro di acqua non basterà a colmare la mia sete! In attesa degli altri ragazzi farò su è giù dal ristoro a far strage di uva sultanina, the, e ancora acqua acqua acqua.. Bene, buon test direi! La tenuta sta aumentando, la brillantezza muscolare mi permette di spingere in salita senza bruciare troppe energie e la voglia di misurarmi su nuovi terreni anche agonisticamente parlando c'è tutta. Alla prossima! http://connect.garmin.com/activity/545526472

giovedì 17 luglio 2014

15-16-17 Luglio

Onde evitare di far passare troppo tempo e aver inevitabilmente troppe cose da scrivere (e quindi rimandare di volta in volta il momento in cui condividerle sul blog!) l'impostazione degli aggiornamenti da oggi cambierà: più frequenti e sintetici! Un aspetto importante lo assumeranno i dati con tempi e analisi delle salite affrontate a piedi o in bici da corsa
15 Luglio : Ho smontato dal lavoro alle 9 del mattino, dopo la solita nottata insonne o quasi.. Mi sentivo particolarmente stanco così ho optato per un tranquillo giro in bicicletta con poca salita e lunghi tratti pianeggianti.
Mi porto dietro un lieve indolenzimento dopo la gara di domenica, ma nulla di particolare.
Parto da casa costeggio il montello a sud, poi affronto una breve salita (Presa I Sud 700m all' 8% vel media 13,3km/h Vam 1119m/h) salendo senza alcuna difficoltà ad un ritmo tranquillo, riscendo a Nervesa, Ponte della Priula, su verso Pieve di Soligo ed ancora Vidor.. Decido di risalire ancora sul montello, sempre a ritmo da scarico (Presa XVII nord 1.7km 8% vel media 12,5km/h Vam 1007m/h) . Piccolo incidente nel finale: un ape mi si infila nella maglietta e mi punge poco sotto il capezzolo. Dopo 65km, onde evitare problemi rientro a casa per medicare la puntura.
Riepilogo : 65.4km 2:24:06 466m D+ Vel media 27,2 km/h

16 Luglio : In mattinata disbrigo alcune pratiche nel pomeriggio decido di fare un bell'allenamento di corsa in salita. Raggiungo in auto Segusino dove ha inizio la salita per Milies con l'intenzione di raggiungere il paesino e poi proseguire dalla mulattiera fino ai 1300m della cima del monte Doc
Imbocco subito la strada in salita sfruttando i primi km per riscaldarmi. Fa parecchio caldo e la borraccia al seguito è provvidenziale. L'incedere è regolare, non sento l'acido nelle gambe ed il respiro è leggero. La salita è lunga così bisogna gestire bene le forze. Dopo il piccolo borgo di Stramare la strada si impenna attorno al 10%. Corro poco oltre i 6'/km sempre mantenendo invariato l'impegno seppur avverta un progressivo indolenzimento del piede destro. Supero un ciclista un pò in difficoltà sui tornanti finali e raggiungo Milies dopo 35' dalla partenza (6km 480D+, pendenza media 8% ritmo medio 5'55"/km). Interessante notare come nella seconda parte della salita, dall'abitato di Stramare, con pendenze più ripide il ritmo non cali di molto (2.7km 271D+, pendenza media 10% ritmo medio 6'12"/km). Supero Milies e approccio la mulattiera sempre in buone condizioni fisiche. Indosso una maglietta gialla e appena entro nel bosco mi ritrovo a correre circondato da una nuvola di insetti tra cui qualche ape. Mi infastidisco proseguo per qualche centinaio di metri poi perdo la pazienza e decido per il dietro front. Il giallo a quanto pare non è il colore ideale per correre in montagna in questo periodo!
Ripercorro in discesa la strada affrontata poco prima correndo i 6km che mi dividono da Segusino ad un ritmo costante tra 3'20" e 3'30" al chilometro. La fatica organica è contenuta ma vi assicuro che i piedi "bruciano".
Concludo l'allenamento in 1h06'. . Volevo correre di più, ma non avrei sopportato un'altra puntura.. In serata abbondante stretching e a seguire cenetta in una trattoria tipica sul montello dove come al solito non andiamo "per il sottile"
17 Luglio : Dopo l'impegno prolungato del giorno prima a ritmo "medio" era necessario ritornare su ritmi superiori alla soglia. Decido per una breve uscita al mattino da affrontare a ritmo medio blando, salvo poi sparare tutte le cartucce in salita.
Le gambe non sono freschissime dopo la lunga discesa di ieri ma non ne faccio un dramma e parto subito a tutta con lo strappo di pederiva. Affronto i seguenti strappi/salite con i seguenti risultati (dati presi da Strava): (Strappo Pederiva Vero 4/181 , Presa XIV Completa 64/337, Presa XIV Tratto duro 53/351, Generale Vaccari fino al bivio 10/91, Generale Vaccari fino al maneggio 10/94, Strappo Biadene Monte 19/465)
Segno i personali su tutte le salite affrontate, sintomo che la condizione anche in bicicletta è in crescita. Quando in salita si va a tutta lo sforzo è molto simile ad una prova massimale di corsa con la differenza che le gambe mentre spingi sui pedali "bruciano".
Nel finale, partendo dai piedi del cavalcavia di Biadene dai 20km/h accelero al massimo fino alla cima. Bellissime sensazioni e velocità media sul tratto in lieve ascesa di 45,8km/h. La sparata "breve" credo sia una delle mie migliori qualità in bici da corsa. Termino soddisfatto l'allenamento in 1h20' circa
Domani sarò in turno a lavoro, sabato relax al mare e domenica probabilmente correrò a Tarzo una marcia collinare di 18km. Sto valutando la possibilità di correre la mitica 6 rifugi ad inizio Agosto.
A presto Andrea