sabato 14 settembre 2013

Obiettivo Udine

Domenica prossima prenderò parte alla 14° Maratonina della città di Udine.
In Friuli si era conclusa l'ultima fatica sui 21km (Gorizia 1h22'55'') lo scorso marzo, e dal friuli si riparte con nuovi obiettivi.
La naturale evoluzione atletica, frutto di un impegno costante ed un progressivo aumento dei volumi di allenamento, procede senza intoppi da alcuni mesi, così i target cronometrici sulle distanze più classiche del mezzonfondo prolungato si rinnovano quasi mensilmente.
Due in particolare sono gli obiettivi da rincorrere, il primo (il più difficile) un 10.000m < 35', il secondo (oggettivamente più agevole) una mezza sotto l' 1h20'.
Udine potrebbe essere occasione per centrare il secondo dei due traguardi, e la preparazione delle ultime due settimane è stata rivolta essenzialmente a questo.
La parola chiave di questo inzio di Settembre è stata "volume", con un picco di ben 81km (contro una media che di rado supera i 55) la scorsa settimana. In avvicinamento alla gara l'ultima settimana è stata invece più "soft" con un quantitativo ridotto, pur considerando l'allenamento di domani, a 60 chilometri.
2 lenti, di cui uno con leggere variazioni, e due sedute di qualità. La prima al Mercoledì con accoppiata lattacido al mattino (un 600 ed un 800 entrambi un pelo sotto i 3'/km con ampi recuperi) ed un medio al pomeriggio ma di soli 43' interrotto mio malgrado a causa di un colpo di freddo. Sono uscito solo due ore dopo aver finito di pranzare per non correre in solitaria, ed il primo fresco settembrino ha rischiato di mettermi totalmente K.O. Prima mal di pancia, a seguire coliche, e per finire una forte dissenteria.. Non lo auguro a nessuno!
Giovedì nel lento mi sentivo ancora un pò "scombussolato", e la seduta chiave del giorno successivo, che incombeva ormai come un'ombra, non mi lasciava molto fiducioso.
Venerdì mattina (per simulare l'orario della gara), mi ero prefissato un 4*3000m rec 1000.
Lo stesso allenamento lo effettuai 9 giorni prima della mezza maratona di Gorizia e la media complessiva a cui conclusi il lavoro (3'55''/km) fu esattamente quella a cui corsi qualche giorno dopo la maratonina. Insomma si tratta di un test "verità".
Non mi sento brillantissimo in questi giorni a causa dei recenti carichi di lavoro, e l'idea di affrontare un lavoro del genere in solitaria non è semplice da accettare. Un pò timoroso raggiungo "Stradone del Bosco" ai piedi del montello. L'allenamento si svolgerà sulle strade della X Miglia del montello, sfruttando per buona parte del percorso le indicazioni chilometriche su asfalto della nota gara podistica che si svolge a Maggio. Il resto dei riferimenti arriverà daL garmin, che dopo gli ultimi problemi di ricezione, è tornato molto preciso (ho eseguito tutti gli aggiornamenti e impostato la registrazione dati ogni secondo).
Qualche minuto di riscaldamento, un paio di allunghi e si parte. Riesco a tenere un ritmo regolare attorno ai 3'38''/km che non mi mette in particolare difficoltà. In questa fase il percorso è scorrevole e le sensazioni sono ottime, il primo 3000 lo chiudo così in 10'55''.
La parte difficile di questo allenamento e che non si recupera completamente tra una serie e l'altra, difatti il tratto lento seppur lungo (1km) non lo correrò troppo lentamente. Bisogna dosare bene le forze per non rimanere sulle gambe!
La prima fase di recupero è comunque agevole ed il parziale di 4'15'' è sintomo di una buona forma
Correre su strada è più divertente e per quanto mi riguarda appagante rispetto a farlo in pista, ma non è il massimo per svolgere questo tipo di lavori. Il secondo tremila inizia in un tratto di breve discesa dove si può correre agilmente sul filo dei 3'30'' (segno un parziale di 3'32'') peccato che subito dopo mi tocca tornare su(circa 15m in 1km) ed oltre al ritmo che lievita attorno ai 3'45'', inizio a fare un pò di fatica. L'ultimo mille del secondo tremila torna ad essere in piano così posso incrmentare nuovamente l'andatura e chiudere la seconda frazione in 10'58''.
E' un momento un pò difficile perchè al tremila più ondulato segue il recupero più difficile dove in poche decine di metri devo riportarmi sulla pedonale affrontando una rampa di un centinaio di metri piuttosto ripida.
Recupero con un 1000m in 4'22'', che risente un pò delle difficoltà altimetriche, e parto per il terzo tremila.
Sfruttando il percorso tornato scorrevole corro al solito ritmo di 3'37''/3'38'' senza forzare l'andatura. Ai 10km transito in 37'40'' circa e quando inizia l'ultimo mille del terzo tremila incremento un pò. Viaggio tra 3'25'' e 3'30'', concentrato ma ancora in controllo dell'azione. L'impegno di una gara è ben diverso, ma allo stesso tempo anche gli stimoli, così quando vedo l'ultimo parziale di 3'28'' (e 10'42'' sul 3000) ho un momento di debolezza/appagamento e la tentazione di fermarmi li prende improvvisamente il sopravvento. E' un vero peccato non avere compagnia in questi lavori, lo stimolo di qualcuno accanto che faticasse con me, mi avrebbe sicuramente aiutato a completare anche il quarto tremila.
Con un pizzico di rammarico, ma comunque soddisfatto per gli 11km a 3'45''/km portati a casa prendo la strada del ritorno.
Considerando lo scarico non mi sembra troppo inverosimile poter reggere questo ritmo per i 21km ma saranno fondamentali in questo senso le condizioni atmosferiche, una giornata troppo calda potrebbe influire negativamente sulle prestazioni.
Non mi resta che riposare e attendere con fiducia l'appuntamento friulano!

lunedì 9 settembre 2013

Settimana da record

Quella appena terminata passerà come la settimana dei record: 7 allenamenti su 7, ed oltre 80km percorsi
Ho messo in calendario la mezza di Udine del 22 Settembre prossimo, ed ho deciso, sperando di non aver troppi intoppi con il lavoro, di arrivarci finalmente preparato, curando qualità ma sopratutto quantità degli allenamenti.
Quantità appunto, un fattore che fin'ora ho sempre messo in secondo piano, ma che per sperare in ulteriori progressi è necessario incrementare.
L'obiettivo è passare da chilometraggi settimanali di 50/60 a 70/80, inserendo lavori lunghi in ottica mezza maratona.. ma non solo.
Spesso si discuteva di come velocità e resistenza non siano due comparti separati, ma che una influenzi in buona parte l'altra in particolare nelle distanze del mezzofondo. Un atleta professionista dei 1500 ad esempio svuluppa doti velocistiche, ma allo stesso tempo una forma organica, data da EA (efficenza aerobica), PA (potenza aerobica), PL (potenza lattacida) correndo una mole di chilometri sia a ritmo di fondo che a ritmo gara (o inferiore) impensabile per un non addetto ai lavori (anche più di 100km p/s)
Se ci mettiamo anche la funzione di controllo del peso relegata alla "quantità" il quadro è completo.
Dopo la fase di velocizzazione (Aprile, Maggio) e potenziamento (Giugno, Luglio) è giunto il momento di dare priorità proprio alla quantità, per centrare innanzitutto l'obiettivo under 1h20' in mezza maratona.
Le indicazioni sono buone, ed il netto aumento del chilometraggio, sento che sta dando già i suoi benefici. In attesa del calo delle temperature i ritmi sono brillanti e ci sarebbe spazio anche per ritoccare i limiti sui 10km.. ma ci sarà tempo in seguito.
Ecco gli allenamenti effettuati in settimana.

Lunedì : 60' CL rigenerante (11,8km @5'05''/km)
Martedì : 20' Tecnica + Variazioni in salita + Allunghi
Mercoledì :60' CL (14km @4'20/km)
Giovedì : Mattino: 2000m 6'36'' (3'18''-3'18''), Pomeriggio: 50' CM (13km @3'50'')
Venerdì : 60 CL rigenerante (12km @5'/km) + Allunghi
Sabato : Mattino: Escursione in montagna 13,4km 1000D+, Pomeriggio 800m 2'27'', 500m 1'26''
Domenica : 1Km Risc+ 1h35' CL Lunga con progressione al medio (22,2km @4'06'')

Quantità ma anche qualità, per un totale di 81km a cui si aggiungono i 13 della piacevole ma impegnativa escursione in montagna.
Lunedì 1 ora a ritmi di totale relax per recuperare dalle fatiche della Marcialonga finita un pò sulle ginocchia, Martedì un breve lavoro tecnico e di forza prima delle 24h in servizio, Mercoledì 1h di fondo.
Giovedì mattina in aeroporto si svolgevano le prove ginniche obbligatorie così ho preso parte ai 2000m. Si è corso su asfalto con partenza ed arrivo nella medesima posizione dopo un dietro-front al giro di boa del primo chilometro. Senza particolari stimoli ed in totale solitudine ho tenuto un ritmo regolare sul filo dei 3'18''/km perdendo una manciata di secondi nell'inversione di marcia di metà percorso.
Discreta prova, visto che sinceramente ho corso in condizioni di clima, stimoli e preparazione (sono partito praticamente con 2' di riscaldamento) peggiori possibili. Il 6'33'' del Maggio scorso (seppur con pista allagata e pioggia battente), dovrebbe essere ampiamente migliorabile.
Nel pomeriggio in compagnia di Simone e due altri amici altro allenamento con 50' di Fondo Medio. All'inizio le gambe non giravano per nulla, appesantite probabilmente dal 2mila del mattino, poi da metà percorso mi sono sciolto in maniera insperata.
2-3 km oltre i 4'10'', 3-4 sul filo dei 4', gli ultimi 7 senza andare in difficoltà a 3'45'' anche aiutato dalla leggera pendenza favorevole.
Nel finale escludendo Simone che è oggettivamente di un altro pianeta, ed a quel ritmo corre il lento, ero il più pimpante e meno stanco (nonchè molto socievole o "chiacchierone") .
Venerdì altro supplemento di "quantità" con 60' a ritmo rigenerante, Sabato invece bella escursione in montagna sulle alpi Feltrine. Non è stata una passeggiata (ben 1000 di dislivello) per oltre 13km percorsi camminando nei boschi, così nel pomeriggio l'intenzione di fare un variato si è eclissata per far spazio ad una lavoro breve ma ancor più brillante.
Avevo bisogno di scaricare la tanta tensione muscolare accumulata salendo su per il ripido sentiero così ho "lanciato" le gambe prima con un 800m sul filo dei 3'/km (2'27'') poi incrementando ancora con un 500m in 1'26'', così composto (200m in 37'', 300m in 49'', cambiando evidentemenete ritmo).
Trovo molto stimolanti le prove lattacide anche perchè quasi sempre mi lasciano in eredità sensazioni di scioltezza e facilità di corsa. Il ritmo di 3'/km diventa mese dopo mese più gestibile (per quanto dannatamente veloce), forse per 1500m in gara oggi riuscirei a tenerlo.
Ed eccoci a domenica, giornata conclusiva dell'intensa settimana, in cui ho effettuato un lavoro molto importante in ottica Udine.
A dispetto di sensazioni di grande pesantezza, nonchè di forte indolenzimento ai glutei, dovuto all'escursione del giorno precedente, ed un clima ancora fin troppo caldo ed umido vien fuori un ottimo e voluminoso allenamento.
1km di riscaldamento, ed a seguire 22,2 km in progressione: 5km a 4'30'', 10 tra 4'15'' e 4'00'', e gli ultimi 7 sotto i 3'50''/km (3'46''/km), con sensazioni di totale controllo fino al 19° ed un pò di fatica in più nel finale "giustificata" da parziali piuttosto veloci (3'39''-3'38''-3'45'') su percorso tornato in lievissima salita.
Credo sia in assoluto uno dei migliori allenamenti che ricordi, per facilità di corsa ed efficenza generale, ad Udine il ritmo gara sarà proprio quello dell'ultimo terzo di questo allenamento.
In avvicinamento alla mezza friulana, Venerdì ultima prova voluminosa importante con un 4*3000 Rec 1km, da correre attorno ai 3'40'' (con il chilometro di recupero a 4'). L'impressione è quella che assimilati i lavori di forza del mese di Luglio, e smaltita la fatica della settimana della gara a tappe, ci si possa divertire cavalcando l'onda di un ulteriore saltino di qualità.
Speriamo bene, anche perchè "l'investimento" in termini di impegno è considerevole!

lunedì 2 settembre 2013

11^ Marcialonga

Archiaviata la splenida esperienza della gara a tappe salentina, Martedì sono rientrato in Veneto.
La voglia di staccare un pò è tanta, ma rigenerato da un clima nettamente più fresco, e motivato dal programma del week-end successivo non stacco la spina.
Lunedì e Martedì sono di riposo, Mercoledì ritorno a superare i 15km dopo oltre un mese arrivando a "ben" 19, che scorrono via facili a 4'20'' in leggera progressione. Giovedì ancora riposo, Venerdì un brevissimo lavoro di qualità molto brillante (4*400m 1'13'' rec 200m a 5'30''), e nel pomeriggio partenza per Campitello di Fassa, splendido paesino nell'omonima valle.
Mi tratterrò con Chiara per il week-end, che si concluderà con la partecipazione alla Marcialonga.
Ho deciso di prender parte a questa gara anche se non sono minimamente preparato ad un chilometraggio del genere (25,7km). Sarà un esperienza più conoscitivo-turistica che di sfida agonisitica ma voglio esserci!
Come ben sa chi mi segue da tempo il traguardo più lontano che ho mai raggiunto è quello della mezza maratona e mai, nemmeno in allenamento, mi sono avventurato oltre.
Il pregara è così dei più sereni e spensierati. Venerdì sera lo trascorriamo a Canazei al raduno degli alpini (il che è tutto un dire..), Sabato affrontiamo con Chiara una bellissima escursione in montagna, in Val Duron. Volevamo andare anche più su, ma già ai 2000m di quota in clima era molto fresco.. Meglio così perchè già i "soli" 10km di cammino su per i boschi lascieranno un pò di pesantezza al risveglio del giorno successivo.
Ed eccoci a domenica mattina, giornata della "lunga marcia" da Moena (Val di Fassa) all'altrettanto caratteristica Cavalese (Val di Fiemme). Il clima è soleggiato, la temperatura piacevole (attorno ai 15°-16°), saranno invece molti di più all'arrivo. Essendo alla prima partecipazione ho un pettorale molto alto, che mi costringe nelle retrovie della terza griglia. Davanti a me sono in 1500!
Dopo lo start trovo comunque degli spazi per sorpassare e dopo un paio di chilometri di dribbling, lancio uno sguardo al garmin e mi accorgo di correre facile ben sotto i 4'/km. Le intenzioni erano ben più "turistiche" ma il percorso in discesa rende la corsa fluida e poco dispendiosa a ritmi prossimi ai 3'40''. Inzio a rimontare senza tregua fino a che non raggiungo il mio amico Giacomo (Drugo). Lui sta preparando Berlino in ottica 2h50' e viene da una preparazione totalmente differente dalla mia fatta di quantità da maratoneta.
I chilometri trascorrono veloci ed in relax tra una chiacchiera e l'altra. Mi sembra davvero di passeggiare in terza marcia, ad essere sincero non sono nemmeno "al medio".
Transitiamo ai 10km, posizionati nell'abitato di Predazzo, sotto i 38'.
Dopo l'attraversamento cittadino la strada si snoda su un percorso soleggiato ed il caldo si fa un pò sentire. La corsa è sempre facile ad un ritmo di poco inferiore ad i 3'50''/km ma il pensiero dei quasi 26km inzia a spaventarmi un pò. Attorno all'ora (16°km) decido di rallentare a scopo "precauzionale" e lascio andare via Giacomo che procede regolare. Inizio ad alimentarmi con i sali dei ristori (mai fatto!) ed a piccoli sorsi riesco a buttarli anche giù.
Per altri 2 o 3km procedo al minimo sindacale, correndo comunque mai oltre i 4'/km, ma il rallentamento sembra non servire piuttosto mi irrigidisce ancor più la muscolatura. Poco dopo il 19°km mi spengo totalmente, le gambe non hanno più forze e faccio brutti pensieri con altri 7 km davanti.
Transito alla mezza in 1h20'40'' real time, in balia dei sorpassi.
Dai 21098m per me si apre un universo ignoto, non sono mai andato oltre.. Ovviamente oggi il finale è anche in decisa salita!..
Gli ultimi chilometri sono un agonia, gambe di marmo, ritmo al limite del walking (parziali anche a 5'40). Non riesco proprio ad aumentare nonostante credo che il cuore sia anche sceso.. La prendo come esperienza da "finischer" così frullato dai sorpassi, raggiungo il traguardo di Cavalese in 1h45' in 91esima posizione.
In pratica sono crollato senza mai arrivare al fiatone ..Credo di aver sperimentato "il muro"
Che dire? Eccezionale organizzazione, splendidi posti, bel percorso.. Da tornarci magari con il doppio di chilometri nelle gambe.
Sotto l'aspetto della prestazione, rimane il ricordo della gran facilità di corsa nei primi 15km, e la convizione di poter correre una mezza (piatta) sotto l'ora e venti, in autunno.
Fattostà che ho acquisito anche altre convinzioni dopo questa prova.
Se alla mezza ci si può arrivare partendo dalle gare brevi, con periodi realtivamente ridotti (anche solo 1 mese) dedicati all' aumento del chilometraggio totale e specifico (medi - ripetute lunghe) oltre questa distanza è difficile allenarsi a 360° poichè è necessario specializzarsi. Un mezzofondista può essere in tempi brevi un buon atleta sulla mezza, ma non sulla maratona. Occorrono mesi di allenamenti dedicati al fondo e tanti chilometri per forgiare un fondista puro.
In questo senso se volessi correre la maratona oltre le 3ore lo farei anche il prossimo week-end, se volessi concluderla in meno di 2h50', tempo che è una stima in relazione al valore sui 10km, mi servirebbe quantomeno un annetto. Di sicuro la Marcialonga in quest' ottica è stato un punto di partenza e non di arrivo, quantomeno a livello concettuale.

lunedì 26 agosto 2013

L'epilogo, 5 Tappa Taviano - Gallipoli

Ed eccoci giunti all'ultima delle 5 tappe dell'edizione "zero" del primo giro a tappe podistico del Salento.
Bella l'idea, discreta l'organizzazione, modesta la partecipazione..Se si vorrà ripetere l'esperimento l'imperativo sarà pubblicizzare meglio l'evento e renderlo più appetibile con premiazioni offerte dagli sponsor (soggiorni turistici o rimborso spese) che richiamino atleti di livello. Per quest'anno va bene così!
Dopo la fatica di Sabato, che ricorderò come la più grande fin'ora della mia carriera podistica, le energie fisiche e mentali sono ormai in esaurimento. Sono convinto di perdere il terzo posto a favore di Carmine (4° a 20''), tanto che vivo sia la serata precedente (rientrerò a tarda notte) che la giornata dell'ultima tappa (colazione "leccese" con cornetto e pasticciotto e lunga mattinata al mare) con lo spirito sereno di chi ormai non ha nulla da dare. Mi sentivo "arrivato".
Le gambe sono pesanti ed indolenzite, e giunto a Taviano mi scaldo molto più a lungo del solito per cercare di sciogliere la muscolatura. Ai piedi ho rimesso le vecchie care Kinvara 1, calzature ormai consumatissime, ma che sento ancora leggere e reattive. Il giorno precedente le più compatte Kinvara 3 mi avevano lasciato pessime sensazioni (nel finale avevo i piedi letteralmente infuocati!)
L'idea è quella di partire al medio e poi valutare strada facendo se avrò gambe per difendere il terzo gradino del podio.
La tappa di oggi, di circa 10km, è la più facile di tutte con un dislivello negativo tra partenza ed arrivo di circa 50 metri. Il clima è però il peggiore incontrato in questi giorni con una temperatura inferiore ai 30° ma un umidità prossima all' 80%. Una vera sauna che il vento favorevole nel tratto centrale di gara non concorrerà a rendere più di tanto piacevole.
Alle ore 19, con qualche minuto di ritardo, avviene la partenza. I primi scappano via, io mi accodo a Simone, amico con cui ho condiviso le fatiche della settimana, con l'intenzione di tenere i 3'50'' per il primo terzo di gara.
Le sensazioni non sono un granchè e mi superano diversi atleti che in settimana non mi hanno praticamente mai visto. Il ritmo non è comunque lentissimo (1° e 2°km 3'47'') e mi convinco di attendere ancora un pò piuttosto che reagire. In prossimità del terzo chilometro (3'49'') sono in tredicesima posizione, e in un lungo rettilineo riesco a scorgere il lungo serpentone di podisti che mi precede. Il gap si fa sempre maggiore rispetto a Carmine che appare lontanissimo in terza o quarta posizione. E' giunto il momento di provare a cambiare ritmo per capire se le gambe sono in grado di farlo.
La risposta è inaspettatamente confortante e dopo qualche centinaio di metri attorno al cartello del 4° km (3'41'') Simone mi dice che il ritmo è per lui insostenibile. E' in questo momento che decido di provare il tutto per tutto per difendere la terza posizione.. Ho diversi riferimenti davanti e gli stimoli non mancano. Raggiungo prima Piero e Luca che procedono appaiati, il passo è nettamente più veloce e l'attenzione si sposta ancora davanti. Corro finalmente sciolto, con bellissime sensazioni di leggerezza. Splitto 3'32'' al 5° km e poco dopo raggiungo Quintino. Il copione è sempre lo stesso, freccia a destra e via.
Quando raggiungo Francesco che è a sua volta in progressione rifiato qualche secondo prima di riprendere la rimonta. 6° km 3'36''.
Al settimo chilometro un lungo rettilineo in lieve discesa mi permette di vedere davanti a me la situazione in maniera chiara. Giuseppe, Carmine ed Alessandro sono ancora distanti ma decisamente più vicini rispetto a qualche chilometro prima.
Il sorpasso di Claudio in un tratto di sterrato molto impervio è l'ultimo prima della resa dei conti finale. 7° ed 8° km sono stati più lenti, ma solo a causa del terreno bruttissimo, la rimonta non si è fermata. Il tramonto ci appare all'orizzonte, quando ritorniamo su asfalto per gli ultimi 1500 metri di gara. Sono provato, ma la rimonta mi ha riempito di energie mentali, ed è giunto il momento di dare il tutto per tutto. Poco prima del 9° km (3'37'') raggiungo Alessandro, con il quale scambio due parole. E' a tutta e quando gli confido che cercherò di avvicinare Carmine mi dice di andare.
La piccola sagoma di Carmine è sempre più vicina ma non riesco a quantificare il distacco. 15''-20''? Non è facile fare calcoli quando si è fuorisoglia, così gli ultimi 800 metri sono sudore, fatica ed adrenalina senza pensare a nulla.
La sensazione è tornata quella di brillantezza della prima tappa, 3'30'', 3'25'', 3'20''. Stringo i denti, il vento ora è contrario. Ogni secondo è più duro del precedente.
Ai 100 finali, un insolito incitamento da "stadio" di mia madre (stranamente presente!) mi sorprende ed alla stesso tempo mi regala risorse insperate per uno sprint finale. Termino in 35'58'' a soli 7'' da Carmine.
La rimonta è andata a buon fine e conservo il terzo posto per soli 13''.
Sarà uno dei pochi casi in cui mi sento di dirmi almeno "bravino" per la grinta messa in campo, dal primo all'ultimo metro di questa frazione ed in tutto il giro a tappe.
Tra l'altro non male anche il riscontro cronometrico dell'ultima frazione, 9,8km corsi a 3'41'', con gli ultimi 6 a 3'35''/km che mi danno ottimi stimoli per il futuro. Classifica di Tappa / Classifica Finale
Ricorderò a lungo le fatiche di questa settimana, che sicuramente sono servite a farmi crescere in forza e carattere e non ultimo accresciuto il senso di rispetto per l'avversario. Alla prossima!

4^ Tappa: Parabita - Montegrappa

Dopo la giornata di riposo è tempo di tornare a faticare sulle strade salentina. Lo ionio, meta conclusiva di questo viaggio, si avvicina sempre di più ed ormai è in vista dalle sommità delle colline che abbiamo "cavalcato" quest'oggi tra Parabita e Montegrappa, frazione di Tuglie.
Come la Tour Eiffel per i ciclisti del tour de France, il "Sirenè" hotel che sorge lungo la costa gallipolina è giorno dopo giorno sempre più atteso ed invocato dai più. Questo giro a tappe si sta rivelando esperienza tanto intensa quando sfiancante, di certo apprezzata da chi come me sente scorrere il "sangue nelle vene", ma non senza sacrificio
Ma veniamo alla quarta tappa, la più impegnativa delle cinque sotto il profilo altimetrico. Se le prime due frazioni non avevano lasciato segni particolari sulla freschezza delle mie gambe la terza complici i frequenti cambi di pendenza ha contribuito a farmi accusare pesantezza ed una lieve dolorabilità.
Nonostante l'abbandono del primo in classifica, impegnato la prossima settimana nei campionati europei di corsa in montagna, la posizione sul "podio" è ancora in discussione vista la buona forma di tutti i pretendenti. Giuseppe sembra avere qualcosina in più, Carmine (che scoprirò aver corso pochi mesi fa la mezza di Barcellona sotto l'ora e venti) è ormai al massimo della condizione, Alessandro è sempre li a pochi secondi.
La tattica che adotterò in gara la conosco sin dalla partenza, 1km nel gruppetto, attacco in salita (circa 500 metri tra l'8 ed il 10% di pendenza), e poi tenere duro fino alla fine. Facile a dirsi, meno da mettere in pratica, tra caldo stanchezza accumulata ed avversari che sicuramente non rimarranno a guardare.
Sono di parola e dopo il primo chilometro in 3'39'', appena inizia lo strappo aumento il ritmo. Tutte quelle ore trascorse a pianezze non sono state perse e senza andar in zona rossa stacco prima Carmine e poi Giuseppe che tenta di tenere invano il passo impresso.
In cima avvicinò addirittura il grande Totò Sarcinella, (che gareggia soltanto oggi) , 2h17' alla maratona di New York qualche lustro fa.
Il Gap alle spalle è nell'ordine dei 10'' su Giuseppe, circa 20'' su Carmine, dietro Alessandro ha ceduto di botto e non riesco a vederlo.
L'illusione di poter recuperare dura però poco visto che nel giro di un chilometro e mezzo Giuseppe si riporta sotto. Mentalmente accuso il colpo, sento di aver finito le cartucce, e dopo qualche centinaio di metri mi stacco inesorabilmente. Poco da fare, dalla terza tappa ha dimostrato di avere qualcosina in più.
La strada che conduce a Montegrappa è tutta in lieve discesa anche se il vento spesso soffia contrario alla marcia, così mollo un attimino per attendere il rientro di Carmine. Salita, gran caldo, stanchezza, al 4° chilometro sono praticamente a tutta, so che mi attende una lunga agonia fino al traguardo (oggi tra l'altro sono previsti 10,2km). Con Carmine soffriamo appaiati per diversi chilometri, fino ad arrivare molto vicini a Giuseppe, ma la fatica è troppa è ai meno due lo saluto. Dietro non c'è nessuno, e mollo totalmente, tagliando il traguardo in 5° posizione.
Gps - Classifica
Domani ci attende l'ultima fatica, la lotta per il podio è ancora aperta.. (a breve il racconto)

sabato 24 agosto 2013

3^ Tappa: Neviano - Collepasso

Il giorno di riposo dopo le prime due tappe è giunto provvidenziale per il recupero psico fisico delle energie. La sfera mentale è quella che mi preoccupa maggiormente, visto che la voglia di far fatica è giorno dopo giorno in calo.
La situazione di classifica molto corta tra terza e sesta posizione, impone nell'ottica del risultato, il massimo impegno in tutte le tappe e visti i valori molto simili al mio di Giuseppe, Carmine ed Alessandro la competizione si traduce in una sfida psicologica tra chi riesce a dare di volta in volta il 101%.
La terza frazione parte da Neviano, e termina a Collepasso, sviluppandosi per poco più di 9km lungo un percorso molto ondulato e con diversi tratti di puro off-road tra i muretti in pietra e gli ulivi. Il dislivello tra partenza ed arrivo è di 26 metri positivi mentre quello complessivo supererà i 70.
Alle 18 e 40 avviene la partenza tra i vicoli del centro storico e sin da subito la strada sale decisa. Quando il terreno cambia si evidenziano caratteristiche che mescolano un pò le carte in tavola, in questo caso a mio favore. Mi ritrovo subito terzo, ma la salita termina dopo qualche centinaio di metri e mi è impossibile mettere molto spazio tra me e gli altri, anzi in maniera beffarda mi ritrovo improvvisamente a dover recuperare una trentina di metri, dopo che all'interno di un parco prendo fin troppo onestamente la strada segnalata invece di tagliare in maniera un pò troppo netta la curva.
Ben presto ritorno su Alessandro e Carmine che quasi mi "aspettano" intuendo di essersi avvantaggiati eccessivamente, mentre Giuseppe se ne va senza far complimenti.
Fino al terzo chilometro la strada tende a salire in maniera lieve ma costante ed ritmo ne risente leggermente con parziali tra 3'45'' e 3'55'' al km, poi in prossimità del cartello del 4° km imbocchiamo una stradina sterrata che ci riporta quasi all'altitudine di partenza. Avverto qualche dolore di troppo al fianco con le sollecitazioni prodotte della discesa, così cerco di non forzare eccessivamente.
Segue un breve tratto pianeggiante, poi svolta a destra e nuovo strappo, di circa cento cinquanta metri al 10% di pendenza. Come al solito senza accelerare riprendo un pò di margine, ma Giuseppe sembra comunque troppo lontano e quando ritorniamo su strada pianeggiante Alessandro e Carmine mi riassorbono entro un paio di minuti.
Tra 5 e 6 chilometro il percorso è molto caratteristico con diversi passaggi all'interno delle distese di uliveti, su un terreno che va dalla terra rossa alla pura roccia. Il ritmo ne risente ma l'intesa sembra buona così appena torniamo su strada asfaltata l'andatura aumenta nuovamente.
Giuseppe ha perso qualcosa e in un paio di occasioni si volta dietro. Saranno 20 i secondi che ci separano da lui ma recuperarli è davvero difficile.
Carmine è il più attivo, Alessandro segue io accuso un pò così negli ultimi due chilometri mi ritrovo ad essere davvero a tutta. La strada tende sempre leggermente a salire e poco sotto i 3'40'' faccio tantissima fatica, tant'è che penso di mollare.
Carmine ed Alessandro mi incitano a non mollare e con estrema sofferenza tengo il ritmo fino alla fine. Tagliamo il traguardo a soli 13'' da Giuseppe, senza far volata ed incitandoci a vicenda.
Grazie, Davvero bravi!
Molto spesso raffronto i tempi dei miei amici salentini ad i miei senza far conto che in questa terra è molto difficile trovare percorsi veloci (la vera pianura non esiste) e condizioni climatiche ideali. Il che si traduce in risultati da non sottovalutare (1h20'09'' di Alessandro alla ventosissima mezza maratona di Gallipoli dello scorso Febbraio è ad esempio un signor risultato).
Termino 6° praticamente a pari merito con 4° e 5°, e perdo per il gioco degli abbuoni la terza posizione in classifica generale per 5'' a vantaggio di Giuseppe.
Classifica / Classifica Generale / Traccia Gps
La freschezza del primo giorno vacilla e gli avversari sembrano in ottima forma Sabato e Domenica sarà dura tener botta ma ci proverò in particolare nella tappa Parabita - Tuglie a far la differenza in salita.

mercoledì 21 agosto 2013

2^ Tappa: Cutrofiano - Castello di Corigliano

Lo avevo detto che sarebbe stata dura, bè probabilmente ho sottovalutato un pò la cosa..
Coniugare prestazione, recupero, giornate al mare, ed ore piccole in un contesto climatico caldo ed afoso credo sia la faccenda più complicata in cui mi sia cacciato in vita mia (in ambito sportivo si intende).
Considerazioni e sensazioni che nascono dopo i primi due giorni di tappe la prima molto più lunga del previsto (9,7km anzicchè 8km) la seconda resa dannatamente impegnativa dal forte vento contrario e dalla costante salita nei chilometri finali. Il risultato è una dura lotta per capire chi sarà per prima a condurmi al patibolo: la testa o le gambe?..
Veniamo alla cronaca della seconda tappa.
Dopo la bella prestazione del giorno precedente, forse fin troppo sofferta nel finale, ed una serata che tra un abbondante mangiata in compagnia di amici e l'adrenalina della gara (in questo senso è enormemente meglio gareggiare al mattino) si è protratta fino a notte fonda mi attendeva ieri il secondo impegno, una tappa di 8,5 km con partenza a Cutrofiano ed arrivo a Corigliano D'otranto, nel fossato del castello.
Le gambe durante il riscaldamento sembrano girare bene, ciò che mi preoccupa maggiormente oggi è la testa visto che la voglia di soffrire dopo il tenace finale del giorno precedente è prossima a zero.
La giornata seppur calda (siamo sempre oltre i 30°) è piuttosto ventilata e complice il fatto che località di partenza ed arrivo sono a diversi chilometri di distanza il fattore "eolo" può rivelarsi in assoluto il più determinante.
I primi chilometri sembrano fatti apposta per misurare la nostra forza di volontà, visto che si procede dritti come una stecca di biliardo lungo un'arida campagna (definirla "steppa" sarebbe più appropriato) dove il vento soffia con forza contrario alla marcia.
I primi due come successo il giorno precedente scappano via, dietro bene o male siamo sempre gli stessi tre o quattro. Carmine podista molto minuto (che probabilmente patisce meno il vento contrario in virtù della sua piccola mole) sembra particolarmente in forma e sin dall'inizio tenta di allungare, seguito da Alessandro. Poco alle spalle li seguo io e nell'immediato Giuseppe (4° il giorno precedente) che credo sia l'avversario più pericoloso per il terzo posto finale.
Fino al 4° chilometro, nonostante le grosse difficoltà ambientali (ed un ritmo di corsa inevitabilmente molto lento) procedo con margine, cercando di evitare accelerazioni per andare a riprendere quei due li davanti.
In prossimità del 5° chilometro svoltiamo a sinistra, il vento molla, ma la strada inizia a salire in maniera dapprima irregolare poi costantemente. In un breve tratto di discesa mi affianca Giuseppe che fa valere le sue doti di scorrevolezza ed il cambio di ritmo è evidente.
Faccio un pò di fatica e tenerlo, poi quando la strada riprende a salire in maniera più netta (in 1km guadagniamo quasi 20 metri)ritorno sotto. L'accelerazione ci riporta su Alessandro che è un pò in difficoltà mentre Carmine ha guadagnato oltre 15''. Sto soffrendo ed un fuorigiri come quello del giorno precedente mi sembra controproduttivo in ottica futura così tengo a freno l'istinto. Raggiungiamo il castello in tre, e mentre scendiamo nel fossato per un giro terminale, accelero per vedere la reazione dei due.
Alessandro non risponde, mentre Giuseppe replica con tale veemenza che preferisco lasciarlo andare anche perchè ha qualità velocistiche non indifferenti. Termino 5° , conservando in classifica generale il 3° posto , Traccia Gps .